Bersani: "Grillo dica cosa vuole fare"

Nel giorno successivo all'esito elettorale, il leader e candidato premier del Pd Pier Luigi Bersani ha tenuto una conferenza stampa all'Acquario di Roma nel corso della quale ha commentato il voto per la prima volta dalla chiusura delle urne: "Chi non riesce a garantire la governabilità al suo Paese non può dire di aver vinto le elezioni: non abbiamo vinto anche se siamo arrivati primi, e la sostanza è oggetto della nostra delusione". Leggi La diretta di una sconfitta di Stefano Di Michele - Leggi Passare l'election day all'Unità di Nicoletta Tiliacos
7 AGO 20
Immagine di Bersani: "Grillo dica cosa vuole fare"
Nel giorno successivo all'esito elettorale, il leader e candidato premier del Pd Pier Luigi Bersani ha tenuto una conferenza stampa all'Acquario di Roma nel corso della quale ha commentato il voto per la prima volta dalla chiusura delle urne: "Chi non riesce a garantire la governabilità al suo Paese non può dire di aver vinto le elezioni: non abbiamo vinto anche se siamo arrivati primi, e la sostanza è oggetto della nostra delusione". "La legge elettorale italiana, contrariamente a quella tedesca e francese, non garantisce governabilità – ha aggiunto Bersani – da questo si capisce chi ha voluto impedire la riforma della legge elettorale: non certo noi". "Per noi – ha proseguito – si tratta di prendere atto con semplicità, consapevoleza e umilità di quello che viene fuori da questo appuntamento elettorale ribadendo la volontà di essere utili al nostro paese". Poi, riferendosi all'affermazione elettorale del Movimento 5 Stelle, Bersani ha dichiarato: "In queste elezioni c'è stata un'enorme novità che ha investito il sistema politico e anche noi". Per Bersani hanno pesato due elementi: "La crisi economica e il rifiuto della politica". Sul ruolo cheil Pd si candida a ricoprire nel Paese, il leader Pd ha affermato: "La prima parola tocca a noi. Saremo portatori efficaci di una proposta di cambiamento", ha aggiunto. "La nostra intenzione sarà di proporre alcuni punti fondamentali di cambiamento, un programma essenziale da rivolgere al Parlamento su alcuni temi: riforma della politica, nuova legge sui partiti, moralità pubblica e privata", ha detto ancora. "Abbiamo visto la disaffezione, il distacco, il rifiuto" della gente dalla politica, "abbiamo cercato di reagire ma il problema ha nettamente sopravanzato le nostre ricette". La responsabilità che il Pd intende prendersi "sia chiaro che la consideriamo un sinonimo di cambiamento e quindi non ci si potrà chiedere di gestire per gestire perché per gestire bisogna cambiare", ha aggiunto.
IL MOVIMENTO 5 STELLE - "Il Movimento 5 Stelle fin qui ha detto 'tutti a casa'. Adesso ci sono anche loro e o 'vanno a casa' anche loro o dicono cosa vogliono fare per il loro Paese". Queste le parole di Pier Luigi Bersani, che ha anche escluso le sue dimissioni da segretario del Pd: "Ho sempre detto che la ruota deve girare, e quest'anno c'è il congresso, ma non sono uno che abbandona la nave".
"Posso starci da capitano o da mozzo ma – ha ribadito – non sono uno che abbandona la nave".
Pier Luigi Bersani incontrerà Beppe Grillo? "Aspetto l'insediamento del Parlamento. Dopo ci saranno possibilità istituzionali per parlarsi", così il segretario Pd ha spiegato di voler affrontare il confronto con il leader del Movimento 5 Stelle sul programma di governo. Il sostegno al governo "tema per tema è apprezzabile ma anche piuttosto comodo, è importante ma non funziona così perché i governi funzionano anche con la fiducia, e in base ai temi uno deve dare la fiducia o no". E ha aggiunto, parlando di una possibile assegnazione delle presidenze delle Camere ad altri partiti: "Noi siamo favorevoli alla corresponsabilità per i livelli istituzionali. Il Movimento 5 Stelle è il primo partito. Secondo i grandi modelli democratici, ciascuno si prenda le sue responsabilità". Pier Luigi Bersani poi ha ammesso di essere stato colto di sorpresa dal successo di Beppe Grillo, ma ha negato di avere sottovalutato il tema della moralità in politica: "Siamo stati sopravanzati dal fenomeno ma non è che non avessimo visto il fenomeno. Ho sempre detto moralità e legalità", ha spiegato il segretario del Pd.
IL PDL - "Ribaltiamo lo schema: si discute di cosa fare per il Paese, che ha dei problemi e non credo che tolleri dei balletti sulle alleanze. Che si riposassero". Così Pier Luigi Bersani ha risposto ai giornalisti che, durante la conferenza stampa sul commento al voto, chiedevano se fosse disponibile ad un governissimo con il Pdl. Bersani non ha voluto mettere aggettivi al governo che propone, ma ha posto un obiettivo: deve essere di combattimento.
UN GOVERNO DI SCOPO - "Lo lascio battezzare agli altri. Sarà – ha detto Bersani – un governo di combattimento, di cambiamento, che non vada tanto per il sottile sui pesi e le misure di quel che tocca a governo e Parlamento, compreso il fatto di aprire un libro a livello europeo", ha spiegato il segretario del Pd. "Deve essere un governo che abbia pochi punti chiari, che si faccia capire, che si metta in una posizione chiara davanti al Parlamento. Bisogna partire assolutamente dal cambiamento, siamo disponibili solo a partire da lì", ha insistito.
RENZI E IL PD - "Più che fare le primarie e far scegliere agli elettori non so cosa avrei potuto fare. Può darsi tutto, ma non vorrei che con questo dibattito si oscurasse un dato più profondo: c'è una dimensione europea e italiana del più grave impoverimento da 60 anni a questa parte che la politica non riesce a gestire e dà luogo a risposte semplificatorie". Così Pier Luigi Bersani ha risposto alla domanda sul dibattito alimentato da chi ritiene che la vittoria di Renzi alle primarie avrebbe portato alla vittoria del centrosinistra. Pier Luigi Bersani ha inoltre difeso la sua campagna elettorale "di verità": "In coscienza, non me la sono sentita e non me la sento di coltivare degli inganni. Se c'è costato qualcosa? Può darsi, ma io so fare questo mestiere, non sono capace d'altro...", ha detto il segretario del Pd all'Acquario. Che ha aggiunto: "Ci sono tonnellate e camionate di senno del poi. Io penso al giorno dopo". "C'è da fare le campagne elettorali e poi - ha detto ancora - c'e' da governare e penso che quelle ricette che si sono spese in campagna elettorale, purtroppo, in prospettiva non sono la soluzione".
L'EUROPA - Pier Luigi Bersani ha auspicato una correzione delle politiche Ue, ma non un'uscita dell'Italia dall'Europa: "Certo se qualcuno mi dice fuori dall'euro... Vedremo i gruppi parlamentari. Si sono sentite tante affermazioni e smentite". "Certamente – ha aggiunto il segretario – un'Italia che si staccasse dall'Europa sarebbe un disastro, questa è matematica non è un'opinione", ha chiarito. !Certo, altro discorso è se si dice che bisogna chiedere una rivisitazione della politica economica e ci sono proposte dei progressisti". Bersani ha poi ribadito: "Sull'esito del voto hanno pesato due elementi di fondo: il primo è la crisi, la più grave dal dopoguerra, anzi dalla guerra, disoccupazione giovanile, indebolimento dei redditi incertezza e ricette targate sull'austerità. Questo certamente ha motivato un grande movimento di opinione e la volontà di rimuovere la crisi con messaggi palingenetici o magari fughe per via fiscale e dall'altro la non accettazione di una ricetta basata solo su austerità e rigore. L'altro elemento è il rifiuto della politica come si è presentata, istituzioni inefficienti e politica non credibile moralmente".
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